Cari lettori, quello che segue è un breve racconto della situazione attuale dell’industria della ceramica , è una denuncia, un grido di aiuto, un modo per condividere pensieri e preoccupazioni miei e di molti imprenditori del settore.
Se c’è infatti un settore che rischia la tempesta perfetta, da rincari energetici e delle materie prime, nonchè dalle conseguenze della guerra in Ucraina, è quello ceramico, uno dei più energivori dell’industria italiana.
Continuiamo a lavorare in perdita e senza sosta, per non fermare la produzione, ma il pensiero va a questo inverno: cosa succederà?
Difficile se non impossibile fare previsioni, in attesa del nuovo anno.
Anche il presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, definisce “GRAVISSIMA” la situazione di tutto il settore.
“Un settore che esporta l’85% di quanto produce e ha bisogno di essere competitivo sui mercati internazionali. Savorani sottolinea la necessità di misure urgenti “non rinviabili al prossimo governo”, tra le quali un tetto al prezzo del gas e una moratoria sui mutui.”
Alla continua crescita dei rincari delle materie prime bisogna sommare anche i rincari dei costi dei trasporti, aumenti che non possono essere applicati al costo del prodotto finito.
Un recente studio di settore sostiene che anche se le tensioni geopolitiche sull’Ucraina si calmassero, i prezzi del gas rimarrebbero record per la necessità di rianimare le scorte strategiche europee. In questo quadro l’industria della ceramiche soccomberebbe.
Non possiamo andare avanti così per troppo tempo, viceversa però si perderebbe mercato, considerando che il resto del mondo non è fermo, essendo la “ceramica italiana” già pesantemente attaccata dalla concorrenza spagnola e polacca ; se dovessimo fermarci adesso con la produzione , potremmo non riprenderci più.
Ciò che desidero con questo articolo è condividere con voi le preoccupazioni di questi giorni e portare sotto i riflettori anche il settore ceramico, ricco di tradizione e artigianalità.
Arte, storia, artigianalità… non è questo che ci rende unici agli occhi del mondo?
Cerchiamo di perderla questa unicità!
Nicola D’Aniello
Ceo D’Aniello Tradizioni




